Una crisi sempre più difficile: le risposte di istituzioni, società civile e imprese

 All’evento inaugurale del Festival l’ASviS ha presentato il Rapporto annuale. Il modello di sviluppo dominante non ci conduce a un futuro sostenibile. Le analisi di Enrico Giovannini, Marina Ponti e degli operatori economici.

Si è aperto martedì 4 ottobre, al Palazzo delle esposizioni di Roma, il Festival dello Sviluppo Sostenibile, con la presentazione del Rapporto annuale dell’ASviS che fa il punto sulla situazione italiana rispetto all’Agenda Onu 2030. L’evento inaugurale è stato trasmesso sui canali dell’Alleanza e sui siti RaiNews, Green & Blue La Repubblica, Il Sole 24 Ore, Radio Radicale e QN-Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno. Un messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato letto in avvio dei lavori, nel quale il capo dello Stato ha espresso “apprezzamento per i propositi del Festival, diretti a creare una diffusa cultura della sostenibilità, fondamento di un’economia equilibrata e inclusiva a beneficio della collettività”.

Durante l’incontro rappresentanti delle istituzioni e protagonisti del mondo economico hanno indicato le azioni necessarie per accelerare il passo verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, su alcuni dei quali l’Italia sta perdendo terreno. Ad aprire la giornata i saluti di Marco Delogu, presidente dell'Azienda speciale Palaexpo: “Siamo orgogliosi di essere al vostro fianco e facciamo dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 il cuore della nostra azienda. Tra questi, il superamento delle disuguaglianze, soprattutto a livello territoriale, è la nostra missione primaria”. Antonio Parenti, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, ha dichiarato: “È un dovere partecipare al Festival. Come Unione europea abbiamo preso parte attivamente ai negoziati dell’Agenda 2030. In questi ultimi due anni, tra la pandemia e la guerra in Ucraina, il mercato dell’energia e lo sviluppo sostenibile hanno subito duri colpi. Il lavoro dell’Ue e degli Stati membri deve andare nella direzione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Pierluigi Stefanini, presidente dell’ASviS, ha sottolineato il difficile contesto globale nel quale si svolge questa edizione del Festival. In un’era piena di insidie come quella attuale, per ripartire bisogna prendere con decisione la strada della sostenibilità. Un percorso che deve essere innescato dalle istituzioni, a cui l’ASviS ha consegnato un decalogo di proposte che è aperto anche alle firme della società civile, ma può contare anche sull’impegno crescente da parte di organizzazioni, imprese, università e centri di ricerca. “Diffondere i contenuti dell'Agenda 2030 significa favorire processi educativi, essere in grado di accompagnare il Paese nelle sue dimensioni quotidiane. È difficile ma decisivo. Lo possiamo fare grazie ai valori che l'Agenda 2030 ci indica”.

La presidente dell’ASviS Marcella Mallen ha presentato il ricco calendario del Festival e i risultati principali del Rapporto ASviS, che evidenzia per l’Italia alcuni passi avanti in relazione a due Goal (7 “Energia pulita e accessibile” e 8 “Lavoro dignitoso e crescita economica”), mentre per altri due (2 “Sconfiggere la fame” e 13 “Lotta contro il cambiamento climatico”) viene confermato il livello del 2019. Per tutti i restanti Goal il livello registrato nel 2021 è inferiore rispetto a quello del 2019. L’analisi ASviS fotografa dunque un Paese che non ha ancora superato gli effetti negativi causati dalla crisi pandemica, in un periodo fiaccato anche dal prolungarsi della guerra in Ucraina e dall’impatto deflagrante della crisi energetica. Le proposte del Rapporto, illustrate già nel decalogo, tracciano traiettorie per il Paese in tema di giusta transizione ecologica, riduzione delle disuguaglianze, approccio integrato alla salute, rafforzata cooperazione internazionale. “C’è ancora molto da fare per sensibilizzare e coinvolgere fasce ancora più ampie della popolazione”, ha affermato Mallen, ricordando il recente sondaggio Ipsos-ASviS da cui emerge che la quasi totalità degli italiani conosce il concetto di sviluppo sostenibile, ma meno della metà è informato sull’Agenda 2030 e il logo dei 17 Obiettivi. Infine, un augurio e un invito al nuovo governo e al nuovo Parlamento, affinché “lo sviluppo sostenibile continui a raccogliere un sostegno trasversale”.


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Marina Ponti, direttrice della Un Sdg Action Campaign, ha ripreso il concetto di “ribaltare il copione” (Flip the script) che ha ispirato la campagna globale delle Nazioni unite. “Perché ribaltare il copione? Perché il mondo così com'è non funziona. Stiamo seguendo un modello sbagliato che ci sta portando a più guerre, più conflitti e più disuguaglianze. Il copione da seguire è quello dell'Agenda 2030, mentre siamo intrappolati in un sistema che sfrutta tutte le risorse e lascia le persone senza futuro. Il rapporto ASviS ci dice che anche il nostro Paese non è sulla giusta traiettoria, ma è ancora possibile invertire la rotta, se ognuno di noi agisce. Perché il potere è nelle nostre mani”.

Il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, impegnato all’inaugurazione del nuovo Centro di accoglienza e congressi di Assisi alla presenza del presidente Mattarella, ha inviato un videomessaggio di auguri per il lancio del Festival. Nel suo intervento Giovannini ha sottolineato che portare il mondo su un sentiero di sviluppo sostenibile è un tema difficile, riguarda prospettive di medio e lungo termine messe a rischio dalla crisi provocata dall’aggressione russa all’Ucraina e dagli effetti sulla vita di persone e imprese. “Una guerra insensata ha acuito le tensioni tra i Paesi”, ha detto il ministro, “la cooperazione internazionale è in fibrillazione. Potremmo abbandonarci all’idea di attendere, di vedere che succede. Il primo grande errore che possiamo commettere è quello di abbandonare il sentiero dell’Agenda 2030”. Per Giovannini le leadership politiche devono dimostrarsi capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini e di lavorare per un futuro diverso: “Qui il concetto di resilienza trasformativa diventa fondamentale. Vogliamo che questa ennesima crisi ci faccia andare avanti”.

Nella seconda parte dell’incontro, la giornalista Monica Paternesi dell’Ansa ha moderato due tavole rotonde sul tema “Sostenibilità, innovazione e sviluppo”, con la partecipazione dei Partner del Festival. Massimo Antonelli, ceo di EY in Italia e chief operating officer di EY Europe, ha parlato di tre grandi sfide per le aziende nei prossimi anni, ossia creare posti di lavoro, combattere le disuguaglianze sociali, rafforzare la credibilità del sistema.

Stefano Giuliani, amministratore delegato di BancoPosta Fondi Sgr, ha riassunto le iniziative di Poste italiane sulla sostenibilità, dall’utilizzo di energia rinnovabile, alla parità di genere alla digitalizzazione del Paese: “Sappiamo che si fa finanza sostenibile con l’allineamento sulle buone pratiche, ma soprattutto con l’engagement con le aziende”.

Elisabetta Romano, chief network operations & wholesale officer di Tim e chief executive officer di Sparkle, ha indicato la sostenibilità, lo sviluppo e l’innovazione come pilastri per il futuro e ha poi raccomandato di affrontare i ritardi sulla parità di genere: “Sono una donna che ha fatto carriera in un ambiente prevalentemente maschile. Negli ultimi decenni c'è stato un trend molto negativo nella partecipazione delle donne alle materie scientifiche”.

Albino Russo, direttore generale di Ancc-Coop, ha affrontato il tema del rapporto tra italiani e sviluppo sostenibile, che “è molto più sviluppato rispetto a dieci anni fa. I cittadini provano a tenere assieme la sostenibilità con il risparmio e hanno già messo in campo piccole prassi quotidiane per la diminuzione degli sprechi”.

Remo Taricani, responsabile network Italia di UniCredit, ha rilevato la crescente attenzione delle imprese ai criteri Environmental, social and governance (Esg): “I numeri stanno crescendo rapidamente, dieci anni fa la componente Esg pesava il 10%, ora è del 50%”.

Nicola Lanzetta, direttore Italia del gruppo Enel, ha evidenziato che sostenibilità vuol dire anche non dipendere da soggetti esterni per il nostro livello energetico: “Oggi l’Italia produce il 40% di energia elettrica da fonti rinnovabili. Con i ritmi di dieci anni fa potremmo raggiungere una produzione da rinnovabili del 70%”.

Rossella Carrara, vicepresidente Corporate relations & sustainability di Costa Crociere, ha affermato che il settore crocieristico rappresenta un elemento importante di crescita economica ma anche di sostenibilità, con investimenti significativi in navi con nuove tecnologie.

Fabrizio Favara, Chief strategy officer di Ferrovie dello Stato, ha richiamato la necessità di coniugare due transizioni, quella energetica con quella della mobilità, e ha posto l’accento sul potenziamento delle infrastrutture, la diffusione dei veicoli elettrici e la riduzione delle auto private.

Nella parte finale dell’evento, con un video collegamento dalla stazione di Roma Termini, l’amministratore delegato di Trenitalia Luigi Corradi ha fatto partire in diretta il treno alta velocità Frecciarossa con una livrea dedicata agli Obiettivi dell’Agenda 2030, all’ASviS e al Festival, realizzato grazie alla collaborazione con Ferrovie dello Stato. Il convoglio, che viaggerà per un mese nei grandi centri italiani, consuma il 30% in meno rispetto a quelli tradizionali ed è fatto da materiali fino al 92% riciclabili.

Nelle sue conclusioni, il presidente dell’ASviS Stefanini ha sottolineato che la consapevolezza su una cultura della sostenibilità è già presente: “Le grandi imprese ascoltate oggi stanno davvero integrando nelle loro strategie gli elementi dell’Agenda 2030”, ma questi processi vanno ulteriormente stimolati perché “il contesto globale ci impone di accelerare”. La presidente Mallen ha detto di aver tratto dall’evento motivi di ispirazione e di ottimismo su cosa significhi agire per la giusta transizione ecologica. Ha infine evidenziato tre elementi-chiave emersi durante il dibattito: il ruolo delle tre leadership, quella politica, d’impresa e della società civile; il valore della formazione e della cultura per creare una coscienza collettiva; l’importanza delle partnership per dare realizzazione al Pnrr e costruire un futuro sostenibile.

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di Andrea De Tommasi

Mercoledì 05 Ottobre 2022